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CRONOLOGIA DI ALVENINO
tratta dalla "Cronistoria Narnese" di E. Martinori
XII secolo ----- XIII secolo ----- XIV secolo ----- XV secolo ----- XVI secolo
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1139 La prima notizia è tratta dalla bolla di Innocenzo II che confermava ai canonici della cattedrale di Narni tutti i beni che possedevano tra cui la chiesa di S. Giovanni di Castello Alvenino.
1191 Dal registro delle rendite della Chiesa e delle entrate che la camera Lateranense ricavava da tutte le provincie, dai vescovi, principi e signori di tutto il mondo, risulta quanto ciascuna località della diocesi di Narni pagava a S. Giovenale: tra questi risulta nominato Albiniano (Alvenino) per tre libbre di cera.
1227 Da una bolla di Gregorio IX veniamo a conoscere il nome dei castelli che erano obbligati ad offrire un tributo di cera alla cattedrale di Narni in occasione della festa di S.Giovenale che cadeva il 3 maggio: Alvenino doveva tre libbre.
1276 Dal libro della Camera apostolica che porta il titolo "Redditus etc. comunicatum Narniae et Ameliae", il comune di Narni fece estrarre la nota dei tributi che, fin da tempo lontanissimo, pagavano alla detta Camera apostolica i castelli del suo territorio: in esso ritroviamo Alvenino per tre libbre.
1291 Dal registro di Lanfranco di Scano, esattore pontificio, in questo anno risulta che furono interdetti tutti i castelli del Comitato di Narni che si rifiutavano di pagare i censi alla Chiesa. Tra questi compare anche Albininum (Alvenino) per le solite tre libbre.
1327 Il 4 maggio 1327 il comune di Narni mandò al papa in Avignone una deputazione di due dei suoi più autorevoli personaggi, cioè Bartolomeo di Alvenino e Covato Somaroni.
1371 Nella descrizione della nuova redazione degli Statuti di Narni, Martinori ricorda tra le località che erano obbligate a portare il cero per la festa di S. Giovenale " Alveninum o Castrum Alvenini ( presso il ponte Arverino) ora diruto " .
1404 "Un'altra rocca ancora esisteva sulla via che da Narni conduceva a Calvi, presso il ponte, ora corrottamente detto Arverino, sopra un fosso confluente del Laia. Questa rocca fu affidata a Vicarello de Pandolfini..."
1456 Vengono fissati i confini tra Castello di Poggio di Mezzo e il Castello di Alvenino.
1466 Ricordando Giovanni de Massei, si ricorda che i membri di questa famiglia erano conti di Alvenino di Borgheria e di Monte. Si dice inoltre che nel 1328 Bartolo Massei, signore di Alvenino fu mandato ambasciatore al papa Giovanni XXIII ad Avignone.
1522 Alvenino è ancora ricordato in un elenco di località che devono portare il cero per la festa di S. Giovenale, per quattro libbre.
1591 Una terribile carestia, seguita da peste, funestò le nostre regioni. Rimasero abbandonati i castelli di Alvenino, Monte Calvo, Collemaggio, Castel del Monte, Castel Bufone e Marinata.
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