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IPOTESI DI RICOSTRUZIONE
DELLE MURA DI CINTA
La procedura usata per ricostruire il possibile perimetro delle mura di cinta di questo castrum è stata
abbastanza singolare: i ragazzi, seguendo i resti di muri dallo spessore più ampio, hanno raccolto una
serie di reperti e di elementi di osservazione che hanno poi riportato nella cartina altimetrica a loro
disposizione. Successivamente hanno prodotto:
1)
La cartina che illustra la collocazione dei vari reperti e resti. I disegni, realizzati dagli alunni, sono
stati riportati su carta lucida e sovrapposti alla cartina topografica del
sito.
2) La legenda a commento della cartina simbolico-tematica

3) L'analisi della particolare struttura delle mura (vedi foto a destra e mura perimetrali individuabili nel
percorso).
La cinta muraria che proteggeva l'antico borgo Alvenino si estendeva probabilmente sui
tre versanti Nord, Sud, Ovest mentre non si sono ritrovate tracce di eventuali
mura di protezione sul versante Est. Sulla base dei resti rilevati in situ si può
affermare che la cinta muraria seguiva il corso del fosso di Passamandria che
offriva una protezione naturale contro eventuali nemici.
In ogni frammento di muro perimetrale rilevato si possono notare caratteristiche comuni: tutti hanno infatti uno spessore che si aggira intorno ai 70 cm ed una altezza di circa 4 m; tutti presentano numerose feritoie poste in ordine sparso.
In alcuni tratti si nota una apparente doppia cinta muraria costituita in realtà da
un muro perimetrale esterno dislocato più a valle e con uno spessore maggiore e
da uno meno spesso che costituiva probabilmente il muro di un deposito.
In situ sono stati ritrovati dagli alunni reperti.....
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