Obiettivi della campagna
Passare dalla cultura dello
"smaltimento" dei rifiuti (sempre crescenti in peso ,
volume e impallo ambientale) a quella della riduzione progressiva
dei rifiuti. "Sensibilizzare" e orientare le scelte dei
consumatori verso l'acquisto di beni di consumo durevoli secondo
i principi e gli obbiettivi dello sviluppo eco-compatibile
indicati dall'Unione Europea . Convincere i produttori e
venditori di beni di consumo ad adottare contenitori ed
imballaggi e tipi di prodotto che diano luogo alla minore
quantità possibile di rifiuti. In particolare:
utilizzare bottiglie a rendere (con cauzione) invece di bottiglie
a perdere ; il riuso delle bottiglie (di vetro o anche di
particolari tipi di plastica come i policarbonati) fa ridurre di
moltissimo il volume dei rifiuti; eliminando le bottiglie di
plastica usa e getta , la cui raccolta differenziata costa molto
più di quanto renda e perciò è ferma a percentuali molto basse
, mentre stà crescendo vertiginosamente la loro produzione e
commercializzazione in Italia (una sola ditta di acque minerali
del Veneto ne produce un miliardo all'anno);
tendere all'eliminazione delle lattine di bibite gassate , altro
contenitore usa e getta irrazionale e causa di rifiuti; o almeno
assoggettarle ad una cauzione tale da rendere qualsiasi quasi
certa la loro raccolta per il riciclo (negli USA sono 5 cent ,
cioè circa 80 lire , in Italia potrebbero essere 100 o meglio
200 lire) da parte di giovani associazioni o anche imprenditori;
eliminare gli imballaggi non riutilizzabili, adottando tipi di
materiali e sistemi di imballaggio che ritornino a svolgere la
loro funzione senza finire nel ciclo dei rifiuti. In particolare
vanno superati gli imballaggi di polistirolo espanso
"stampati" che possono essere sostituiti con palline
della stessa materia e/o cartoni debitamente progettati per
essere poi appiattiti e rispediti al mittente per il riuso ;
sostituire le pile usa e getta con pile ricaricabili e
contemporaneamente non metterein vendita apparecchi che
funzionano solo a pile ma produrre e vendere apparecchi che
abbiano doppia alimentazione (pile e rete) o solo a rete.
In questo modo verrebbe drasticamente ridotto uno dei rifiuti
più nocivi. Inoltre, sul piano locale dei singoli comuni,
togliere dal ciclo dei rifiuti fette sempre piu consistenti di
materiali organici (verde da sfalcio , potature e scarti di
cucina):
la raccolta degli sfalci dei giardini pubblici e il loro
compostaggio in "ale" di quartiere gestite da anziani
semi-lavoranti , coordinati dall'ente pubblico;
la raccolta degli sfalci dei privati in impianti di
compostaggiodi dimensioni medio-piccole gestite dall'ente
pubblico o da privati autorizzati e controllati ;
la raccolta degli scarti di cucina dei "grandi
produttori" (mense, alberghi, ristoranti, negozi di frutta e
verdura ecc.) e il loro compostaggio in impianti medio-grandi
gestiti a rgola d'arte;
la raccolta degli scarti di cucina delle famiglie , attraverso la
separazione secco-umido (meglio se fatta porta a porta o con
cassonetti condominiali in modo da ridurre di molto gli errori
volontari e involontari) e il loro compostaggio.